
Perché chiamiamo ogni impermeabile “K-Way”? Storia di un nome diventato leggenda
Cielo coperto, prime gocce: “meglio prendere il K-Way”. Lo diciamo tutti, anche quando la giacca che infiliamo nello zaino non è del marchio francese ma un comune impermeabile leggero.
Quando il nome di un brand diventa il nome di un'intera categoria di prodotto significa una cosa sola: quel prodotto ha fatto la storia. Ecco perché è successo, e cosa guardare oggi quando si sceglie una giacca antipioggia.
K-Way: quando il marchio diventa il nome del prodotto
Il fenomeno si chiama volgarizzazione del marchio: un prodotto è così innovativo che il suo nome si fonde con l'oggetto stesso. Capita solo ai brand che inventano una categoria:
- Scotch per il nastro adesivo
- Post-it per i foglietti rimovibili
- K-Way per qualsiasi giacca antipioggia leggera e richiudibile
K-Way non ha semplicemente creato un capo: ha inventato un tipo di prodotto che prima non esisteva.
La storia del K-Way: Parigi, 1965
Il banchiere francese Léon-Claude Duhamel, seduto in un bar di Parigi, osserva i passanti correre sotto un acquazzone: impacciati dagli ombrelli o fradici nei cappotti di lana. L'intuizione è semplice e geniale: una protezione per la pioggia leggera, impermeabile e tascabile.
Nasce una giacca in nylon leggerissimo che si ripiega in una sacchetta da legare in vita. Il nome scelto, K-Way, la “K” richiama il francese en cas, “in caso di” pioggia, in pochi anni diventa sinonimo della categoria in tutta Europa.
Cosa rende riconoscibile un K-Way originale
- La zip con il nastro multicolor: blu, bianco e rosso (o giallo e arancio a seconda dei modelli), un dettaglio immediatamente riconoscibile.
- I modelli storici: il classico Le Vrai Claude in nylon sfoderato è ancora oggi il punto di riferimento della categoria.
- L'evoluzione tecnica: dai primi nylon alle attuali membrane traspiranti e alle collaborazioni con i grandi designer. Oggi il brand è di proprietà del gruppo torinese BasicNet.
Come scegliere un impermeabile leggero: 4 cose da guardare
Che sia un K-Way originale o un'altra giacca antipioggia, i criteri per scegliere bene sono gli stessi:
- Impermeabilità (colonna d'acqua): da 5.000 mm in su per la pioggia vera, non solo per due gocce.
- Traspirabilità: fondamentale se lo usi in bici o camminando; cerca membrane traspiranti e aperture di aerazione.
- Cuciture termonastrate: senza, l'acqua entra dai punti di cucitura anche se il tessuto è impermeabile.
- Ripiegabilità: un impermeabile packable vive nello zaino o in borsa, ed è quello che userai davvero.
Domande frequenti
Cosa significa “K-Way”?
La “K” richiama l'espressione francese en cas (“in caso di”): una giacca da tenere con sé “in caso di pioggia”. “Way” le dà un suono internazionale.
Chi ha inventato il K-Way?
Léon-Claude Duhamel nel 1965 a Parigi: il primo impermeabile leggero e ripiegabile in una sacchetta da cintura.
Che differenza c'è tra un K-Way e un impermeabile qualsiasi?
“K-Way” è un marchio registrato: si riconosce dalla zip con il nastro multicolor. Il termine però è entrato nell'uso comune per indicare qualsiasi giacca antipioggia leggera e richiudibile.
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